Amagami SS/SS+

Amagami è un videogioco in cui il protagonista si innamora, di volta in volta, di una delle ragazze della scuola.

Recensione

Tratto da un videogioco per PSP, Amagami, ne mantiene la stessa struttura a “route” o strade che portano ad avere relazioni d’amore con una delle diverse ragazze disponibili. Purtroppo questo modo di raccontare la storia non si adatta benissimo ad una serie animata, ma devo dire che è stato fatto un buon lavoro su ogni route singola. I quattro episodi per ragazza della prima serie più i due della seconda sono piacevoli e rendono al meglio sia la relazione tra il protagonista che gli avvenimenti in corso senza dare l’impressione di tagli o salti temporali.
A livello d’animazione non ci si può lamentare perché tutto è gestito nei migliori dei modi sebbene ci sia da tenere presente che non c’era bisogno di nulla di eclatante. Si può apprezzare soprattutto i diversi volti dei personaggi che non sono tutti uguali: Takahashi e Hiba, nuoto e club del tè, presentano un taglio degli occhi più vicino alla realtà orientale e quasi tutte le ragazze hanno i capelli scuri o neri. Niente capelli rosa o bianchi insomma. Persino Morishima presenta un viso diverso a causa della sua origine per un quarto inglese.
Dal punto di vista del sonoro abbiamo varie sigle, credo, cantate direttamente da alcune delle doppiatrici e sono a tema romantico. Si lasciano ascoltare al contrario di alcune delle voci dei personaggi: Junichi e Sae sono molto fastidiose per non dire irritanti. Devo dire che si sposano bene con i personaggi che interpretano perché i due sono irritanti anche per come si comportano.
Sarà che da “occidentale” certe cose non le ho mai viste fare, ma Junichi è davvero esagerato e ho qualche dubbio che i Giapponesi arrivino a tanto pur di compiacere la propria ragazza. I personaggi migliori sono quelli che si comportano con più naturalezza e non risultano forzati. Le route con Morishima e Ayatsuji sono divertenti da guardare e non mancano scenette spiritose. L’episodio con Risa, ragazza nascosta nel gioco come bonus, è un po’ fuori luogo in quanto in un episodio solo si può fare ben poco.
Ciò che rende il tutto più veritiero sono le scenette erotiche o spinte in quanto a quell’età è normale avere certi interessi. Da questo punto di vista ho apprezzato di più la route con Nanasaki, la giovane nuotatrice, perché non ha esagerato più di tanto. Teniamo presente che l’ambiente è quello scolastico. Due ragazzi che vanno in un hotel da soli temo sia molto forzato ed ha un po’ rovinato l’atmosfera della route con Morishima.
Una nota negativa la si trova nella sorella di Junichi, Miya, che passa più tempo a palpare le tette all’amica Sae, provvista di una quarta abbondante, che non a fare la sorella minore. Fa parte di quelle cose esagerate che possono stare bene in un videogioco. Non certo in un anime.

I due prodotti, videogioco e anime, andavano diversificati maggiormente sul piano dei personaggi. Immedesimarsi in Junichi è quasi impossibile e questo rende la visione noiosa. Un plauso, invece, lo riservo alla gestione delle storie. Peccato per “la ragazza bonus”, avrei preferito fosse trattata come le altre con i quattro episodi e non fosse una persona completamente estranea al resto dei personaggi.

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