Another (manga)

Quattro volumi disegnati da Hiro Kiyohara, che da immagine alla storia horror della lightnovel piena di morti.

Recensione

Un disegno come se ne vedono pochi e non vi sto prendendo in giro. Probabilmente, dovuto al fatto che chi se ne è occupato ha avuto tutto il tempo che ha voluto per poterne tirare fuori la migliore resa possibile. Sin dalle prime pagine si riesce a capire che sarà una lettura piena di ansia e interrogativi: inquadrature degli occhi, sguardi, viste dall’alto e ombre molto definite. Tutto questo immerge sin da subito nell’atmosfera cupa della 3°C della scuola media Yomiyama Nord.
Chi siamo, perché finirete per vedervi in lui, un ragazzetto con qualche sfortuna in più sulla salute che si traferisce da Tokyo, a causa del lavoro del padre, in questa piccola cittadina dove vivono i nonni materni. La madre è morta di parto e lui non l’ha mai vista, ma na ha un vivido ricordo nella giovane zia che le somiglia molto.
Purtroppo è sfortunato e prima di venire avvisato della maledizione che afflige quella classe viene in contatto con Misaki Mei, una compagna di classe con un occhio di vetro, “eletta” come vittima sacrificale per evitare che la maledizione mieta vittime.
Questo incontro fa sì che molti muoiano in maniera terribile e per nulla censurata tra le pagine dei volumi del manga. Altro punto a favore. Alla fine riusciranno a fermare la maledizione aiutati da una musicassetta incisa molti anni prima da qualcuno che aveva passato la stessa situazione.
Come detto all’inizio questo manga è disegnato davvero molto bene, con molta attenzione per quei particolari che rendono un horror di pregio. La storia è ben gestita in tutti i suoi aspetti e merita questa traformazione in manga e poi in anime. Anche se quest’ultimo è un’offesa più che un valore aggiunto.
E’ corto, fatevene una ragione, anche se su qualcuni si poteva dire qualcosa in più. In fondo un manga non deve sottostare per forza alle leggi delle light novel.

Sono solo quattro volumi, non potete non leggerlo.

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