Boku no Kanojo ga Majimesugiru Sho-bitch na Ken

Una serie di 10 episodi nei quali la nostra prima fidanzatina dimostrerà di essere più perversa del previsto.

Commedia – Ecchi – Romanticismo
Akiho Kousaka

Trama
La storia presentata in questo anime ruota attorno alle vicende più o meno erotiche e più o meno divertenti dei personaggi principali, Shinozaki e Kousaka, che frequentano quella che per noi è la seconda superiore. Tutte le vicende accadono o a scuola o a casa di uno dei due, salvo qualche eccezione momentanea, ma non è che ci sia molto da raccontare. Shinozaki Haruka si dichiara alla propria compagna di classe un pomeriggio e questa, senza pensarci molto su, accetta di uscire con lui. L’idea che si era fatto di lei, però, non sarà per nulla quella reale; infatti, dovrà fare i conti con battute più o meno sconcie e allusioni varie perché alla ragazza non sembra interessare altro.
Purtroppo la trama di questo anime, di fatto, non c’è e tutto ruota attorno alle situazioni erotiche che le ragazze fanno scaturire dalla loro mente perversa. È tutto un susseguirsi di stupidaggini più o meno divertenti e null’altro.

Personaggi
I personaggi principali sono due di fatto, ma ce ne sono altri che sono quasi sempre presenti: la “sorellona” di Haruka, Shizuku, è un’amica d’infanzia dello stesso ed ha un anno in più. Molto allegra e vivace tende ad impicciarsi della storia d’amore tra il suo caro fratellino e Akiho sebbene dia anche l’impressione di essere innamorata del ragazzo. L’altro personaggio presente è la sorella minore di Haruka, Kanata, che indossa quasi sempre una felpa con cappuccio e orecchie da gatto. Molto perversa, tiene un sacco al fratello che, però, la vede solo come un membro della famiglia e nulla più.
Per quanto riguarda Haruka e Akiho diciamo che il primo risulta un po’ troppo accondiscendente e spesso viene preso di mira dalle altre mentre l’altra alterna momenti in cui si dimostra sicura di se ad altri in cui si comporta da semplice ragazza alla prima relazione d’amore. In ogni caso entrambi finiscono per essere esagerati in un modo o nell’altro discostandosi da se stessi tra un episodio e l’altro.
Quasi copia sputata dei personaggi principali ci sono anche i genitori di Akiho: la madre è bellissima e il padre preso in giro spesso e volentieri con discorsi osé. Nel complesso non sono male, tenendo conto della tipologia di anime, ma si poteva fare meglio almeno con i due personaggi principali.

Ep. 03

Animazione
Salvo gli occhi disegnati alla “Danganronpa”, con un anello più chiaro interno all’iride, più o meno al centro, non c’è molto su cui soffermarsi. Non ci sono sfondi digitali di alta qualità né particolare attenzione nella gestione delle luci e ombre. Tutto è disegnato alla vecchia maniera seppur sfruttando al massimo le qualità degli strumenti a disposizione. Si noterà, quindi, il classico bordo nero attorno a personaggi e oggetti, con particolare messa in risalto dei seni prosperosi di alcuni dei personaggi. Non vi aspettate di vedere niente di particolarmente spinto per quel che riguarda le ragazze: ci sono soltanto un sacco di allusioni e frasi ambigue; mentre il personaggio più bello della scuola, chiaramente omosessuale, vi allieterà con le sue abili capacità di mimo nell’alludere a quello che vorrebbe fare con Haruka. Questa diversa scelta di rappresentare i ragazzi dalle ragazze non mi è molto chiara e, secondo me, rovina un po’ la visione.
Insomma è il classico anime ecchi senza particolari punti di forza o negativi. Molto meglio, invece, le scenette a fine episodio, dopo la sigla, dove al posto delle anticipazioni sull’episodio successivo ci sono Haruka e Akiho che vanno in uno dei tanti love hotel. In queste scenette si vede chiaramente l’uso di una qualità diversa per l’animazione.

Sonoro
Per quello che riguarda le due sigle presenti nell’anime direi che preferisco la seconda anche se lo spazio a sua disposizione è ben poco anche a causa di una doppia scenetta post episodio. Sono canzoni appartenenti allo stile Jpop e la opening è cantata dalla doppiatrice di Akiho. A proposito dei doppiatori e doppiatrici della serie mi sembra sia stata fatta una buona scelta e tutti partecipano alle spassose situazioni che vengono mostrate negli episodi.

Sigla iniziale :

  • Eien Labyrint di Aoi Yūki

Sigla finale :

  • Ai no Himitsu delle pua:re

Alla fine
Delusione più o meno totale su tutti i fronti; non vi nascondo che mi aspettavo di poter sì vedere un anime leggero con allusioni varie, ma un pochino più strutturato e più sconcio anche sotto il profilo dell’immagine. Invece, ci troviamo davanti un anime più o meno normale, senza note di merito, nel quale si intravedono più mutande nella sigla che non negli episodi. Niente particolari momenti erotici, qualche classico “boing” delle ragazze più dotate e troppi momenti “ti spiego, ma non ti mostro” che lascia tutto all’immaginazione di chi guarda. Davvero molto poco perché si possa consigliarlo o si possa aver voglia di rivederlo; non lascia il segno e dopo averlo visto ce lo scorderemo facilmente, complici anche dei personaggi sottotono, poco sviluppati e poco interessanti.

Lascia un commento