Drifters

Eroi o personaggi importanti di epoche passate sono costretti ad un pericoloso gioco cui non possono dire di no.

Recensione

Per tutti coloro che hanno potuto vedere e/o leggere Hellsing questo anime sarà una manna dal cielo. Il modo di disegnare di Hirano è inconfondibile ed è difficile non apprezzarlo, alla lunga, sperando di poter godere di quanti più episodi possibile. Per quelli che, sfortunatamente, non hanno visto Alucard e padre Anderson scontrarsi anche oltre la morte credo di dover suggerire di prendersela molto comoda. Ci vorrà ben più di un episodio per potersi abituare a tanta diversità nel disegno.
Se, da una parte, potrete vedere un ottimo bilanciamento nei colori e nella realizzazione degli ambienti vi troverete davanti la difficoltà nel seguire i movimenti dei personaggi e le animazioni. A Hirano piacciono molto gli scontri e in questo Drifters avrete la possibilità di vedere persino Elfi e Nani schiantare Goblin o Draghi come nelle più recenti trilogie Hollywoodiane.
Siamo nel 1600 in una storica battaglia tra clan giapponesi e assistiamo alla fine della vita di Toyohisa Shimazu, uno dei samurai. Un invasato capace di staccare teste con la sua katana che viene trasportato in un lungo corridoio pieno di porte per prendere parte ad una sorta di gioco tra un biondino ben vestito ed una cattivissima ragazza. Questo “gioco” lo porterà dentro un mondo tutto nuovo dove una lunga guerra per il potere sta imperversando.
Assieme a lui avremo il piacere di conoscere Oda Nobunaga e Nasu no Yoichi; ammetto di non aver mai sentito parlare del secondo. Oltre a loro ci saranno un sacco di morti famosi come Annibale e Scipione o Giovanna D’arco.
Battaglie e scontri intensi con poteri sovrannaturali sfruttati appieno; peccato che questa serie non copra molti capitoli del manga.
Se non vi piace lo stile dell’autore, probabilmente, non vi piacerà nemmeno questo suo lavoro. È indubbio che sia una sua scelta molto rischiosa e penalizzante perché taglia una fetta di mercato, ma dubito abbia intenzione di cambiare stile. Purtroppo, a differenza di quanto visto in Hellsing, qui non abbiamo un comparto audio di alta classe e soltanto le voci sono degne della storia narrata. Non che le sigle siano brutte, ma non si fanno ricordare.
L’animazione è la stessa del suo precedente lavoro: battaglie rapide, scatti di immagine e inquadrature sulle espressioni dei personaggi con tanto di nere ombre quando serve per dare dei tagli maligni.
Tutto sommato un buon lavoro, ma la trama, per ora, è piuttosto nebulosa e non si capisce granché; specie il motivo per cui i Drifters, coloro che vengono presi in punto di morte e messi in un altro mondo, debbano prendere parte a queste battaglie.

Vale la pena di vederlo, forse, quando sarà disponibile la seconda serie.

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