Flying Witch

Una giovane strega nel nord del Giappone ci invita nel suo mondo pieno di meraviglie svolazzando su una scopa.

Recensione

La cosa che colpisce subito di questo anime è la sua animazione: impeccabile sotto il profilo sia grafico che sonoro con un’ottima scelta dei doppiatori e delle sigle. Gli sfondi scelti per rappresentare un piccolo paesino nella zona di Aomori, nel nord del Giappone, sono veramente molto belli e ci suggeriscono che si tratta di un anime tranquillo e rilassante.
Una strega piuttosto giovane, che va ancora a scuola, si trasferisce nella casa di un cugino per “affinare” le sue doti magiche e potersi occupare della sua passione per l’erboristeria. Makoto, il suo nome, durante questi 12 episodi non è che ci farà vedere molto dal punto di vista magico e sia ringraziato l’arrivo della sorella maggiore Akane, ben meno posata e esperta.
Il personaggio principale, la streghetta, viene ben presto assorbito dall’ambiente e superato per interesse dal cugino Kei, per via del suo dialetto. Chiudiamo mezzo occhio perché ci sono alcuni episodi più interessanti e piacevoli da vedere; chiudiamone un altro mezzo perché il manga è ancora in corso, ma non li possiamo chiudere entrambi sul fatto che si tratta di una serie priva di alcuno scopo.
Ci viene raccontato uno scorcio di vita di una strega che non fa magie se non raramente, un po’ sciocchina pure, e che riesce a far fatica a volare su una scopa.
Nonostante tutto l’impegno profuso per rappresentare gli ambienti e dare una nota delicata alla trama, questa proprio non c’è e il risultato finale è un anime noioso che non sa proprio di niente.

Lasciatelo perdere. Si tratta di un anime buono, forse, per le bambine delle elementari.

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