Fukigen na mononokean

Hanae è un ragazzo che un bel giorno si ritrova alle prese con un nuovo amico peloso di un mondo a lui sconosciuto.

Recensione

La partenza di questo anime taglia di netto quasi tutti i preamboli mettendoci subito a contatto con il protagonista e il mondo nascosto degli Youkai. Ashiya (vi ricorda qualcosa?) Hanae è un ragazzo, nonostante sia un nome usato più per le ragazze, piagnucolone e piuttosto fastidioso che un bel giorno si ritrova alle prese con un nuovo pelosone amico di un mondo a lui sconosciuto.
Purtroppo questo amico, indirettamente, va a rendere impossibile la vita scolastica di Hanae fintanto che questi non si rivolge ad una specie di esorcista del malocchio. Itsuki o Haruitsuki è un suo compagno di classe, gestore del Mononokean, con la capacità di rimandare nel mondo degli Youkai coloro che si sono persi del mondo degli umani o si sono stancati di starci.
Il Mononokean è uno Youkai egli stesso a forma di stanza quadrata con tanto di armadi.
Iniziano così le avventure dei due nelle quali incontrano vari youkai della loro cittadina con i loro problemi.
Premesso che il manga è giovane e ancora in corso, inizia nel 2013, assomiglia vagamente a Natsume Yuujinchou più che a Mushishi sebbene dia un taglio diverso agli youkai e alla loro relazione con gli essere umani. Relazioni più vicine e umane che non mi sono particolarmente piaciute più di tanto.
La trama è comunque godibile, nonostante Hanae sia decisamente un personaggio fastidioso e ridicolo per alcuni tratti. Nell’ultimo episodio si raggiunge l’apice del peggio e denota come gli autori puntino ad un pubblico, forse, un po’ più giovane.
Niente scelte grafiche o animazioni a pastelli come in Natsume, niente ambientazioni particolari e coinvolgenti come in Mushishi. Il risultato finale non permette di farsi prendere più di tanto e la visione perde di quel tocco magico che avrebbe potuto ottenere.
Ho potuto vedere la serie su Youtube, grazie alla scelta di Yamato Video, che non comprendo, ma i sottotitoli dovrebbero essere abbastanza precisi nella traduzione.
Le due sigle non rimangono nella testa e, forse, è meglio la opening mentre le voci sono completamente fuori luogo per dei ragazzini di 15 anni. Haruitsuki ha una voce bassa e calma, Zeiko sembra una vecchietta di 60-70 anni.

Sono convinto che il manga offra una visione d’insieme migliore dell’ambientazione e della trama stessa. L’anime è di scarsa qualità.

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