Glass Maiden

C’è un assassino in città che rapisce le sue vittime e poi le trasforma in statue di vetro: un crimine perfetto.

Recensione

Un anime del 2008 che prende a piene mani un’animazione vecchio stile anni 90; molto simile a quanto visto in altre serie molto famose quali Noir e City Hunter. Nonostante questa scelta possa essere discutibile devo dire che rivedere questo tipo di disegno non mi è dispiaciuto affatto. Devo sottolineare anche una certa cura nei particolari, cosa che poteva mancare in quegli anni, segno che la regia ha optato per sfruttare lo stile approfittando della tecnologia moderna.
Purtroppo le cose belle di questo titolo di fermano qui, all’animazione anni 90.
Per rimanere in linea con l’animazione sono state scelte delle sigle appositamente simili a quelle che venivano scelte all’epoca: risultano poco adatte alla trama action e, a mio gusto, sono pure piuttosto brutte. Fanno seguito delle voci per i personaggi non adeguate e una poco attenta gestione delle battute.
A proposito dei personaggi, inoltre, c’è da chiarire una cosa che tira in ballo la trama: crearli così sfacciatamente simili a quelli di City Hunter senza inserirli in un contesto equilibrato li ha resi ridicoli. Se Shu è Ryo, sempre tre lettere per il nome, Akira non può sopperire la presenza invadente e leggera di Kaori e le due ragazzine di tredici anni non hanno ragione per essere incluse nella vicenda. Si salva Polyrin, nelle veci di Falcon, ma non credo fosse necessario renderlo un travestito.
Nel complesso alcuni di questi personaggi andrebbero anche bene, ma l’ambientazione è ben diversa da quella del famoso Ryo Saeba e si ispira molto da vicino a Roanapur in Black Lagoon. Peccato che le informazioni fornite a riguardo della “politica” di questa città siano frammentarie e si riducano ad una semplice e banale descrizione. Tale mancanza finisce per togliere chiarezza a tutta la serie.
L’ambientazione fumosa e i personaggi copiati si calano all’interno di una trama futuristica di creazione di super soldati, tutte donne giovani, che vengono mutate per farle diventare di un materiale simile al vetro, indistruttibile. Avete presente Elfen Lied? Più o meno il concetto è questo sebbene il mostro finale non sia una ragazzina con vettori di 30 metri, circa, ma un granchio.
Dicono che al peggio non ci sia fine…

Sulla carta Elfen Lied + City Hunter poteva essere una buona idea. Nella realtà è uscita una porcheria simil anni 90. NON CI SIAMO!

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