Maria-sama ga Miteru

Quattro serie sulle relazioni di un gruppo di ragazze molto diverse tra loro all’istituto cattolico Lillian.

Drama – Momenti di vita – Romanticismo – Yuri
Yumi Fukuzawa

Trama
Di che si parla quindi? Ci troviamo all’istituto Lillian, una scuola privata cattolica per sole ragazze, frequentata per lo più da ragazze di buona famiglia. L’istituto conta una scuola elementare, una media, una superiore e persino alcuni rami universitari, credo letterari e le studentesse possono aver frequentato soltanto questo per tutta la loro vita scolastica.
Ciò che rende particolare questo istituto non è il fatto d’esser rivolto solo alle ragazze, ma per la sua struttura interna, quasi autogestita. La preside, ovviamente, è una suora, ma questa si occupa soltanto della parte burocratica e la vediamo raramente. Elezioni varie, gestione di eventi, gite scolastiche e persino recite di fine anno vengono tutte organizzate dal consiglio studentesco o Yamayurikai, composto da un numero non definito di ragazze. Queste ragazze, però, non sono importanti perché appartenenti al consiglio, ma perché vengono scelte dalle altre quasi come delle guide spirituali e non. Tali guide prendono il nome, e il colore, di tre rose: chinensis (rossa), foetida (gialla) e gigantea (bianca). A completare il tutto c’è il sistema del passaggio di rosario per creare delle relazioni speciali tra ragazze nel quale la più giovane diventa “sorellina” dell’altra.
Devo dire che l’ambientazione è particolarmente curata permettendo di sviluppare trame più o meno complicate tra le ragazze arrivando persino a metterle una contro le altre, se necessario. Non dimenticatevi che la preside e gli altri componenti che gestiscono la scuola, non intervengono quasi mai nelle questioni tra le ragazze. Con un’ambientazione di questo tipo viene a mancare un vero scopo all’interno della serie, ma non se ne sente realmente una mancanza. Quelli che mancano sono alcuni spazi temporali tra una serie e l’altra: interi mesi, specie quelli estivi, in cui non sappiamo niente. Inoltre, non sappiamo niente nemmeno di quello che succede tra alcuni personaggi e questo fa sì che il quadro non sia esattamente chiaro.

Personaggi
Il personaggio di riferimento o protagonista, sebbene questo ruolo sia un po’ suddiviso tra i piccoli archi all’interno delle serie, è Fukuzawa Yumi: una ragazza del primo anno delle superiori. Non è dato sapere il passato di Yumi, si sa solo che il suo bagaglio scolastico è diverso da quello in cui la vediamo noi e questo la rende una persona diversa e interessante per le altre ragazze. Tant’è che viene avvicinata da un membro importante del consiglio studentesco, quasi senza volerlo, sin dal primo giorno.
l tutto ruota, purtroppo, attorno a Yumi e a sua “sorella”, Sachiko, che non sono affatto i due migliori personaggi all’interno della serie. Nemmeno il loro legame è quello più forte tra le protagoniste: la coppia Sei-Shimako sarebbe molto più interessante; merito, forse, del personaggio di Sei Satou, molto spesso sopra le righe, ma molto più veritiero. Tra l’altro, dopo essersi diplomata ed esser finita fuori dalla serie, Sei, viene sostituita da un altro personaggio dal carattere forte: Noriko, di cui veniamo a sapere ben poco.
Non so fin dove si spingano le light novel dell’autrice, non le ho mai trovate nemmeno tradotte in inglese, ma ho il presentimento che siano un po’ più profonde di quello che si vede negli episodi animati.
Interessante, invece, il modo in cui vengono trattati gli uomini all’interno della serie. Di fatto ce ne sono soltanto due di importanti: il fratello di Yumi, Yuuki, la cui data di nascita è fonte della mia personale preoccupazione in quanto frequenta lo stesso anno scolastico della sorella (all’istituto maschile Hanadera), ma dovrebbe avere un anno in meno… e Kashiwagi Suguru. Quest’ultimo è promesso sposo della “sorella” di Yumi, nonché cugino della stessa: è ricchissimo da fare schifo, bellissimo e si atteggia sempre come saggio uomo di casa con frasette di dubbia interpretazione e apparizioni quasi magiche; quasi sapesse sempre quando c’è bisogno di lui. Posso capire le probabili inclinazioni sentimentali dell’autrice, ma fa quasi ridere il modo in cui rappresenta gli uomini.

Shimako Toudou

Animazione
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico l’anime è datato, pertanto soffre del cambio di risoluzione, dal 4:3 al 16:9, e della bassa risoluzione; finirete con il dovervi adattare alla situazione. Inoltre, trattandosi di uno Yuri farete molta fatica a trovarlo in giro per internet. Le versioni che ho in mio possesso sono decenti, ma i sottotitoli in italiano non sono all’altezza.
Il disegnatore, chiunque sia, è figlio della vecchia scuola, pertanto aspettatevi dei grandissimi occhi colorati (però ci sono i nasi). Per fortuna le ragazze non sono disegnate tutte uguali permettendo di rappresentare al meglio le diverse personalità delle stesse. A livello cromatico e di regia lascia a un po’ a desiderare con più o meno evidenti problemi di gestione delle scene in luoghi ampi, finendo con un effetto blur o sfuocato che non ha alcun senso logico. Il fatto che le ragazze indossino vestiti diversi e acconciature diverse è sicuramente un punto a favore visto che in altre serie questo non succede. Male anche alcuni fondali, specie quelli naturali con alberi e fiori, con un senso di distacco dal contesto generale dell’immagine. Insomma i personaggi sono stati privilegiati un po’ troppo nello sviluppo rispetto al resto ed è un peccato perché l’ambientazione, come detto, si sposa molto bene con quanto accade.

Sonoro
Il comparto audio, inteso come musiche, è semplicemente favoloso, tra archi vari e pianoforte, musica classica e da chiesa non ci si può proprio lamentare. Per coloro a cui piacciono queste tipologie di musica consiglio di cercare i CD delle canzoni. Per quanto riguarda i semplici suoni d’ambientazione direi che non c’è molto da ridire in quanto anche il semplice fruscio dell’erba o del vento sembra aver avuto una buona dose di attenzione.
I doppiatori non sono del tutto azzeccati: la voce di Shimako, così aspirata, risulta troppo adulta per rappresentare una ragazza delle superiori, nonostante si stia parlando di Noto Mamiko che quella voce così l’ha sempre avuta. Un altro personaggio che non ha ricevuto una buona doppiatrice e Eriko Torii, sempre per lo stesso problema, ma quest’ultima è presente quasi solo nella prima serie. Gli altri personaggi risultano piacevoli all’ascolto.
Una piccola nota la lascio a riguardo della persona che rilascia i certificati di diploma: lo si sente parlare in un unica occasione. Mamma mia… Uno meno incavolato con un tono meno crudele non c’era?

Sigla iniziale :

  • Pastel Pure di Mikiya Katakura
  • Pastel Pure degli ALI PROJECT
  • Chizu Sanpo (地図散歩) di Kukui

Sigla finale :

  • Sonata Blue di Mikiya Katakura
  • Chercher~シャルシェ~ di KOTOKO
  • Beautiful Melody (きれいな旋律) di KOTOKO
  • Kumori Garasu no Mukou (くもりガラスの向こう) di Kaori Hikita

Alla fine
Questo titolo è uno dei pochi che fanno parte del genere Yuri, limitandosi, però, al rappresentare dei forti legami tra le varie protagoniste. Non sono sicuro se sia il primo anime di questo genere, probabilmente no, ma è di sicuro quello che si è focalizzato per primo su questo tema. Difficile dire quanti lo abbiano visto o quanti siano riusciti a guardarlo sino alla fine della quarta serie, ma sono convinto che chi c’è riuscito lo avrà apprezzato.
Il mondo Marimite, così viene chiamato in breve questo anime, meriterebbe di poter essere completato dalla lettura delle novel; così è un buon anime per pochi. Purtoppo la scarsa qualità tecnica dell’animazione e la scelta di incentrare quasi tutto sulla coppia Yumi-Sachiko influisce sulla visione e sul voto generale.

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