Neon Genesis Evangelion

Le macchine da combattimento umanoidi multifunzione Evangelion sono costruite per combattere gli angeli.

Recensione

Detta così lascia molti più dubbi che certezze ed è proprio quello che ha lasciato a tutti coloro che hanno potuto vedere questo anime verso la fine degli anni 90. Quando lo passarono su MTV, un ex canale televisivo valido, i fansub esistevano ma non potevano contare su un pubblico così vasto; le linee adsl erano lente per permettere il download di grossi file, figuriamoci 26 episodi e 2 film di un anime dalla difficilissima comprensione.
Gli angeli ci attaccano, appunto, ma non assomigliano per nulla a quelli della religione cristiana. Mostri, per meglio definirli, con lo scopo di unirsi ad Adam e far sterminio della razza umana. Facile no? Di mezzo degli Eva (spoiler) o esseri umani atti a sconfiggere gli angeli. Quest’ultimi chiamati Apostoli in alcuni tratti… Altri dubbi.
Il tutto gira attorno ad un certo Adam Qadmon e alle pergamene ritrovate nel Mar Morto sebbene faccia fatica a collegare le due cose e ad ambientarci un anime di robottoni e mostri. L’autore della serie animata, tra l’altro, Hideaki Anno non è nemmeno un mangaka e il fumetto di questa serie è parallelo alla serie, ma disegnato da un certo Sadamoto e lo trovate dalla Panini ora Planet Manga. Gli ultimi film sono passati al cinema, ma non mi sono piaciuti per niente.
Vi devo fare una doverosa precisazione e premessa, scaduta: per me questo è uno dei migliori anime mai creati. Ci sono migliaia di riferimenti religiosi e non al suo interno e la lotta tra gli Eva e gli angeli vuole fare solo da contorno e da mezzo per quella che è l’idea dell’autore: il progetto per il perfezionamento dell’uomo, citando una parte dell’anime stesso, è ciò che più si sviluppa all’interno della trama.
I rapporti tra i vari personaggi della serie evolvono e si rafforzano o distruggono mano a mano che si va avanti collimando negli ultimi due episodi, orrendi, che chiudono il cerchio. “Orrendi” perché sviluppati in fretta e furia per chiudere una serie poco seguita dai Giapponesi in quell’anno: in seguito a forti proteste si è dovuto ricorrere a un film in sostituzione di quei due episodi ritenuti non adeguati. Film di cui non parlo perché è ancora più orrendo; è presente anche un movie riassuntivo.
Di fatto, la popolarità e l’importanza di quest’opera si è potuta comprendere soltanto dopo qualche anno perché lo studio di ogni singolo aspetto, portato avanti da Anno, hanno cambiato il modo di fare anime.
Se l’animazione è quella dell’epoca curata in ogni sua forma per cercare di non aggiungere caos visivo a quello derivante dalla trama posso dire che il doppiaggio italiano è discreto mentre le due sigle sono sufficientemente detestabili; molto meglio le canzoni e i suoni all’interno degli episodi. Se vi dovesse capitare di vedere uno dei film in lingua originale scoprireste come le voci dei personaggi calzino decisamente meglio.
Purtroppo è difficile dare una valutazione onesta della trama a causa delle molteplici citazioni religiose di una religione non nostra, ma se vi volete informare sull’argomento ci sono pagine e pagine da sfogliare sulla wikipedia.
PS: Rei o Asuka? Rei.

Un pezzo di storia dell’animazione Giapponese. Guardatevi l’originale, il RE: non è più bello.

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