Oushitsu Kyoushi Heine

Una serie di 12 episodi in cui un piccolo insegnante di periferia viene chiamato a corte per istruire 4 principi.

Commedia – Fantasia
Heine Wittgenstein

Trama
Heine Wittgenstein viene raggiunto da una missiva da parte del Re in cui c’è scritto che deve recarsi a palazzo per poter fare da insegnante a quattro dei sei figli del Re stesso. Un incarico piuttosto strano visto che lui non ha alcuno studio in essere a tal proposito né è una persona famosa per qualche motivo. Heine è soltanto un maestro presso una piccola chiesetta di periferia. Oltre a ciò è piuttosto basso e all’arrivo a palazzo viene scambiato per un bambino. Fortunatamente lui e il Re si conoscono di persona da parecchi anni pertanto questo piccolo problema viene risolto in breve; ciò che non si risolverà in breve sarà riuscire ad andare d’accordo con i quattro principi maschi.
Nessuno di questi ha pretese di sedersi sul trono in quanto il primogenito è già di per se un genio o così viene definito. Quello che non sanno è che il loro padre non intende lasciare il trono al figlio maggiore pertanto ha chiamato Heine perché potesse istruire i quattro a dovere.
Un po’ di simpatia e un po’ di risolutezza nel gestire la situazioni più strane faranno sì che i quattro principi inizino a maturare caratterialmente avvicinandosi all’ideale di Re che loro padre ha in mente per poter assicurare che il regno prosperi senza guerre. In mezzo al susseguirsi di giorni di studio ci sarà il tempo per ritrovarsi un conte tra le scatole che cercherà di eliminare i quattro principi e favorire il primogenito alla successione; nulla che il prode Heine non riesca a fermare e a risolvere.
Quello che non portà risolvere riguarda una questione passata nella quale finì dietro le sbarre, scambiato per un assalitore del figlio del Re, l’attuale Re, che aveva conosciuto in circostanze particolari. All’epoca Heine era povero, il regno non stabile, e si occupava dei bambini senza genitori cercando di salvarne quanti più possibile mentre il futuro Re scappava di nascosto da palazzo nel tentativo di divertirsi lontano da esso. Quella scoperta, della povertà di alcune classi sociali del regno, fece comprende al futuro Re, Victor, quanto importante sarebbe stato mantenere la pace e rendere felici quanti più cittadini possibile.
Un uomo macchiato dalla criminalità, seppur per un errore, non può stare a palazzo, pertanto un volta scoperto il proprio segreto, Heine, lascerà i quattro principi senza molte spiegazioni. Spiegazioni che i ragazzi otterranno dal padre e permettanno loro di riprendersi Heine a palazzo.

Personaggi
Di fatto, la trama funge soltanto da contorno o ambientazione mentre i personaggi e le loro relazioni sono il fulcro di questo progetto. Heine è un tipo tosto, di mondo, poco incline a farsi sorprendere e, soprattutto, a farsi prendere in giro. Conquista uno dopo l’altro i vari principi riuscendo nell’impresa di far capire loro quanto sia più importante tenere in considerazione il popolo rispetto a se stessi.
Dal punto di vista estetico è un uomo piuttosto basso, dall’apparenza giovane e, complice le scelte stilistiche dell’autore, piuttosto simpatico da seguire. Vecchio amico del Re, sembra prendere subito a cuore il suo ruolo.
Dei quattro principi presenti, due sono particolarmente interessanti, mentre altri due sono quasi superflui. Bruno e Licht dimostrano interesse per ciò che li circonda e sono molto più inclini a rapportarsi con la gente piuttosto che starsene rinchiusi in casa. Il primo dei due è molto portato per lo studio e pubblica relazioni di vario tipo sui problemi del mondo, mentre il secondo, addirittura, lavora in un café di media/alta classe apprezzando maggiormente quello stile di vita piuttosto di quello a palazzo. Su Leonhard e Kai c’è poco da dire: il primo è un ragazzino piuttosto stupido e immaturo, molto portato per lo sport, ma solo laddove il suo cervello non deve essere impegnato. Il secondo non riesce nemmeno a parlare correttamente, forse a causa di qualche malformazione fisica; di natura docile e calma non lesina a pestare di botte coloro che fanno del male ai suoi parenti. Schivo e dall’espressione perennemente arrabbiata assomiglia fisicamente al fratello maggiore.
Oltre a questi personaggi rimane da menzionare il Re, Victor. Quasi mai a palazzo è una persona affettuosa, ma ha imparato che un Re deve comportarsi in altro modo per poter esser preso sul serio. Non sembra interessato a scegliere uno dei figli come successore e preferisce affidare la loro educazione ad una persona fidata, ma di basso lignaggio. Persona buona e attenta, non risulta molto “Re”.
Dal mio punto di vista i personaggi sono buoni e si bilanciano bene, purtroppo due dei quattro principi sono poco ispirati e non trovo motivo alcuno per il quale Kai debba sembrare affetto da sindrome di down. Tale scelta fa storcere il naso più di una volta in quanto interrompe una narrazione che fila abbastanza piacevolmente. La totale mancanza della figura della madre dei cinque principi più la principessa non è nemmeno spiegata.

Victor von Glanzreich

Animazione
Come sta avvenendo anche in altri anime, i giapponesi stanno cercando un nuovo modo per dare profondità ai personaggi 2D all’interno della serie. Ci troviamo quindi esperimenti più o meno validi composti da bordi colorati piuttosto che neri, fasce bianche laddove dovrebbe esserci la luce e ombre più o meno scure come nel caso di questa serie. Fortunatamente la qualità di questa serie è abbastanza alta sebbene venga offerta una certa cura dei dettagli soltanto per i personaggi principali o appartenenti ad una certo rango sociale. Curioso che le ombre più vicine vengano rappresentate con il grigio; qualsiasi colore diventa grigio.
L’ambientazione, è una non-reale cittadina “austriaca” (forse) nei tempi della monarchia pertanto ci troviamo davanti a monumenti dall’aria antica con piazze enormi, statue e fontane.
Non è particolarmente ispirata, a dire il vero, ma si lascia guardare senza troppi problemi, ricordando che il tutto gira attorno ai personaggi e non all’ambientazione.

Sonoro
Quasi impeccabile la scelta dei doppiatori con una nota di merito riguardante Heine: una vocetta sicura e dal tono basso che rende il personaggio ancora più simpatico nonostante la sua minuta stazza. Criticabili le due di Leonhard e Licht, troppo alte e effemminate a mio modo di vedere sebbene si stia parlando di ragazzetti di 14-15 anni.
Purtroppo le due sigle non sono esattamente belle da ascoltare, piuttosto classiche, del normalissimo JPOP. Vi consiglio, però, di guardare più che ascoltare la sigla finale in quanto ci sono delle scenette in alcuni episodi.

Sigla iniziale :

  • Shoppoi Namida (しょっぱい涙; Lacrime salate) di Shōgo Sakamoto

Sigla finale :

  • Prince Night~Doko ni Itanosa!? MY PRINCESS~ dei P4 con T

Alla fine
Questo anime è divertente e, sebbene sia formato da soli 12 episodi, parte lentamente prendendo poi ad accelerare verso la fine. Forse accelerà un po’ troppo, ma la trama non è il centro di questo titolo pertanto si riesce a non rimanere delusi da questo aspetto. Quello che, però, manca è un po’ di quel contorno che dovrebbe avere un po’ più di importanza nella vita di quattro principi: niente ricevimenti a palazzo o in qualche palazzo altrui, niente incontri con altri esponenti politici, salvo il conte malvagio. Questi quattro vengono lasciati a palazzo dal padre assieme al tutore di turno, nel nostro caso Heien, senza che possano o debbano avere una qualche possibilità di spiccare nelle loro qualità.
Non viene spiegato nemmeno come Heine, un signor nessuno, possa ricevere l’incarico prestigioso di insegnare ai quattro principi. Tant’è che quando viene allontanato a causa del suo passato si scopre che è compito di una corte decidere il suo successore. Corte che mai lo avrebbe accettato nemmeno la prima volta. Sul passato dei quattro principi non si viene a sapere praticamente niente se non quello che riguarda alcune loro capacità e traumi. Tutto gira attorno all’arrivo di Heine a palazzo.
Non avendo informazioni nemmeno sulla moglie del Re, né sul nonno, ecco che ci vengono a mancare alcune informazioni utili per apprezzare un po’ tutta la serie.
Per il resto consiglio la visione in quanto i personaggi, principi e Heine, sono ben caratterizzati e diversi, rendendo piacevole la serie.

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