Shimoneta to iu gainen ga sonzai shinai taikutsu na sekai

Le “Shimoneta” sono tutte quelle battutacce sconce, o doppi sensi, che si possono dire in lingua giapponese.

Recensione

Light novel e manga piuttosto recenti, l’ultimo ancora in corso comprensivo solo di due tankoubon, presenta 12 episodi demenziali in un’ambientazione futuristica nella quale il Giappone ha approvato una serie di leggi contro la perversione per il bene della popolazione e delle nuove generazioni.
Purtroppo tali leggi sono piuttosto restrittive e vietano persino di esprimersi in maniera sconcia pena l’intervento delle forze per “la Retta via”. I nostri protagonisti sono uno più fuori di testa dell’altro e sin dalla voce fuori scena si capisce che non ci sarà nulla di serio. La loro missione sarà cercare di ripristinare la situazione e riabilitare le sconcerie.
Ogni accadimento o dialogo prevede una buona dose di scemenza e riferimenti sessuali più o meno espliciti, coperti in parte da degli adesivi rotondi; purtroppo molte di queste scemenze non fanno ridere come si aspettava l’autore rendendo la visione dell’anime pesante. Anche la trama, dallo spunto interessante, si perde piano piano a causa della troppa attenzione rivolta ai personaggi; personaggi che sono decisamente troppi per soli 12 episodi.
I personaggi principali non demeritano l’attenzione, ma avrebbero reso di più se la trama avesse avuto la giusta importanza.
Il livello d’animazione non è esaltante, ma possiamo godere di alcuni cameo di altre serie come Tokyo Ghoul nella sigla iniziale, o Stein’s Gate nel personaggio di Fuwa. Il sonoro è discreto e reputo buona la scelta di una sigla demenziale quanto l’anime stesso, ma non è canticchiabile al livello di quella di Working.
Per quel che riguarda i personaggi possiamo dividerli in due spezzoni: i principali e quelli da contorno. I primi sono quasi sempre sulla scena oscurando un po’ la trama, ma sono apprezzabili e ben gestiti mentre i secondi sono per lo più inutili e usati come mera scusante per giustificare gli accadimenti. Buoni i primi, malissimo i secondi.
La trama parte da una base di per se divertente e che si sarebbe potuta sfruttare molto meglio alternando la demenza a qualche scenetta più seria, ma da una light novel e due soli volumetti non ci si può aspettare molto di più. Forse era meglio aspettare che l’autore pubblicasse dell’altro prima di rendere tutto in digitale.

INSUFFICIENTE!

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