Shingeki no kyojin (2 serie)

I giganti senzienti decidono di attaccare l’umanità attaccando i tre muri difensivi, dando vita ad una guerra.

Recensione

L’attacco dei titani è arrivato a noi in modo massiccio prima con una campagna pubblicitaria degna di un film di Hollywood poi con la prima serie di 25 episodi. Vendutoci come l’anime del secolo si è rivelato essere un ottimo prodotto d’animazione nonostante la totale e ridicola incapacità degli editori di pubblicarlo. Ve lo spiego successivamente. A livello di animazione e qualità grafica non c’è quasi niente da eccepire. Sfruttate al meglio tutte le più recenti tecnologie digitali per rendere al massimo il senso di inferiorità fisica degli umani rispetto ai titani. Inoltre, anche alcune scelte su come rappresentare i titani meritano una menzione positiva perché rende bene come questi siano per lo più zombie incapaci di elaborare una strategia o un piano di battaglia. Fatto salvo per i “mutaforma”, però questi sono ben riconoscibili. Cerco di non fare spoiler, ma è difficile spiegare i vantaggi delle scelte grafiche senza svelare un poco la trama. Se devo trovare un po’ di pecche direi che i combattimenti sono per lo più irreali e i protagonisti attaccano i titani attraverso un sistema pneumatico a gas che permette loro di volare come l’Uomo ragno. Peccato, però, che per quest’ultimo abbiamo avuto un’idea migliore dei picchetti direzionali. Di fatto vedrete i personaggi volare per centinaia di metri senza che questi siano effettivamente attaccati da nessuna parte. Tenendo conto con quanta cura abbiano fornito descrizioni sulle tecnologie presenti questo “volo” libero stona un po’. Un’altra cosa poco chiara sono le skill dei giganti mutaforma. Non se ne sa molto visto che sono una novità per gli essere umani, ma ho notato alcune sbrigative spiegazioni in merito: specie a riguardo della possibilità di usare i loro corpi come “calce” per mura. Direi che non sta molto in piedi considerato che evaporano una volta uccisi. A livello sonoro ho gradito molto lo stile rockettaro delle sigle anche se quelle finali non sono accattivanti come quelle iniziali. Le voci sono variegate e ben equilibrate passando da quella fastidiosa di Armin a quella poco femminile di Ymir. I personaggi sono molti ma molto variegati ed è difficile annoiarsi nella visione anche quando si cambia “zona” e si ha a che fare con diversi di loro. Da questo punto di vista è stato fatto il lavoro migliore. Non è mai facile dover gestire così tanti personaggi anche perché c’è bisogno di dare un senso ogni qualvolta uno di questi viene ucciso da un titano pertanto c’è bisogno di caratterizzarli almeno un po’. Non ho capito la scelta sulla loro origine: sono, di fatto, tedeschi, ma a quel punto perché usare l’inglese per tutto il resto? Mura e divisioni operative avrebbero preso un senso con un nome tedesco. Ora veniamo al punto cruciale per questa serie: la pubblicazione! Un prodotto del genere, che prevedeva sin dall’inizio almeno 50 episodi non può essere suddiviso in quella maniera, né pubblicizzato così tanto nemmeno fosse chissà quale film di Miyazaki. Tutto era stato pianificato per poter vendere anche del merchandising come action figure e altro. Eppure sono riusciti a interrompere la prima serie dopo 25 episodi dando l’idea che il progetto sia stato troncato per vari motivi (gore su tutti). L’apparizione del titano dentro le mura, sigillato nel cemento, sembrava la classica scenetta già vista in altre produzioni che preludeva alla non-fine della storia senza un proseguo. Oppure la scelta di separarsi dal canovaccio del manga per motivi economici. Invece eccoti uscire la seconda serie, di soli 12 episodi (?), che non aggiunge niente alla trama e non svela nessun mistero: Eren non torna a casa per usare la chiave lasciatagli dal padre, non si capisce perché Mikasa voglia per forza stare con Eren (a questi piace Annie è fin troppo chiaro) e non si capisce niente nemmeno del motivo per cui i titani mutaforma abbiano sfondato il muro. Si intravede solo un occhialuto uomo biondo alla fine. La terza serie, già in lavorazione, dovrà svelare talmente tante cose che mi aspetto sia di almeno altri 25 episodi. Vissero tutti felici e contenti? Non ne ho la minima speranza, ma staremo a vedere. Al netto di una pessima figura sul piano della presentazione del titolo con troppa pubblicità e strana suddivisione delle serie, L’attacco dei giganti, è assolutamente da vedere. Qualità e ottima caratterizzazione dei personaggi fanno di questo titolo uno dei migliori del decennio. Temo solo che il manga sia molto meglio…

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