Shouwa Genroku Rakugo shinjuu: Sukeroku Futatabi-hen

Nella seconda serie sull’arte teatrale chiamata Rakugo vedremo il proseguirsi della trama assieme a Yotarou.

Recensione

In verità non c’è molto che si possa dire in merito a questa seconda serie sul Rakugo, arte teatrale giapponese, che non si sia già potuta dire per la prima. Di fatto, la trama segue quanto visto sino ad ora e ci spiega come il Rakugo sopravviva anche all’avento di televisioni o cinema. Nonostante sia un arte teatrale è indubbio che la caratteristica principale di chi recita sia l’uso della propria voce con toni diversi in base al contesto della storia raccontata pertanto passare dal teatro alla radio e quindi a trasmissioni televisive di intrattenimento serale è stata l’evoluzione naturale del genere. Ed è così che Yotarou decide di lavorare con il Rakugo, passando da un teatro ad una televisione e alla radio, il tutto mentre il suo maestro invecchia e perde tutta la sua forza caratteriale che lo ha contraddistinto sino a quel momento.
Nel frattempo Konatsu mette al mondo il primo figlio, di cui non si sa bene chi sia il padre, e sposa Yotarou per una famiglia un po’ improvvisata. Yakumo-sensei, come detto, invecchia e alla fine riesce ad incontrare il suo vecchio amico Sukeroku nell’aldilà assieme alla celebre geisha di cui era innamorato. Scopriremo come sono andate in realtà le cose in quel brutto giorno in cui morirono sia Sukeroku che la geisha sciogliendo un po’ di nodi dal pettine.
Sotto il profilo della qualità dell’animazione e del sonoro c’è poco da fare, tutto è stato fatto con il giusto criterio e nulla viene lasciato al caso; interessanti anche le sigle con un occhio di riguardo allo stile per proseguire quanto di buono presente nella prima serie.
I personaggi sono fatti bene anche se ci sono momenti in cui non è chiaro in quale epoca questi risiedano, credo che il tutto sia pre anni 90, ma potrei sbagliarmi.

Nulla di più da dire su uno degli anime migliori usciti negli ultimi anni. No, non potete perderlo.

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