Soul Eater

Le streghe attaccano il mondo conosciuto, ma l’accademia gestita da Morte è pronta a combattere fino in fondo.

Recensione

Un primo scoglio: lo stile grafico e il passato dei personaggi non svelato.
Un secondo scoglio: l’ambientazione è quasi soltanto la scuola per purificatori o Shibusen dove, di fatto, succede quasi tutto quello che deve succedere.
Bastano? No, c’è un terzo scoglio, purtroppo, insormontabile: il caos della trama dal momento in cui appare il Kishin.
Andiamo con ordine e vediamo perché Soul Eater mi ha deluso e ha deluso molti nonostante il progetto da cui è nato avesse buone possibilità di avere successo. A livello grafico e d’animazione c’è una scelta ben precisa che tende a lasciare l’ambientazione e i personaggi di bassa qualità a livello visivo per favorire una maggiore profondità nelle personalità di quest’ultimi. Peccato, però, che non c’era bisogno di puntare così tanto sul lato caratteriale dei personaggi, visto la tipologia di anime. Gli scontri, specie nella parte finale, si susseguono uno dietro l’altro e con questa scelta visiva perdono tantissimo di valore.
La particolarità del disegno non giustifica nemmeno la voce, a mio dire, orrenda di Maka, lontanissima dal poter rappresentare una ragazzina di 14-15 anni. Fortunatamente le altre voci sono adatte al personaggio e le sigle piacevoli da ascoltare.
Per quanto riguarda la trama devo spiegarvi il secondo scoglio. Non succede niente, al di fuori della Shibusen sino a ché il Kishin non viene liberato, e questo niente è proprio niente in quanto non ci viene fatto capire che i tandems purificatore-arma compiono delle missioni in giro per il mondo, rischiando la vita. Alla sfida decisiva contro la strega Medusa, dentro la Shibusen, si ha la netta sensazione che lei sia la protagonista dell’anime e non la coppia Maka-Soul; un cambio non necessario e che la sua sconfitta ci ritorna l’inefficacia dei personaggi principali. L’aggiunta di Excalibur è una presa in giro.
Il terzo scoglio è il caos a livello narrativo: si aggiungono personaggi mai visti prima senza che ci sia data una spiegazione di come questi siano diventati Death scythe. Aracne, nuova strega nemica, è soltanto bella da vedere grazie alle rotondità frontali, ma non convince come personaggio in quanto non combatte nemmeno. Aggiungeteci delle scelte prive di ragione come l’intera Shibusen, una città, che si stacca dal terreno stile transformer e inizia a correre qui e lì in maniera ridicola. Difficile, trovare questo anime un buon prodotto.

Non fa schifo e i tanti personaggi aiuterebbero ad allargare la trama, ma quelli che davvero valgono non sono i protagonisti. Inoltre la trama non ha respiro e si conclude con ridicolaggini più o meno grandi. Quando liberano il Kishin, smettete di guardarlo.

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