Vatican kiseki Chousakan

Una serie di 12 episodi in cui due prelati cattolici cercano di verificare la validità di eventuali miracoli.

vatican kiseki chousakan - recensione
Horror – Mistero – Psicologia – Sovrannaturale
vatican kiseki chousakan - josef hiraga
Josef Kou Hiraga

Trama

Padre Roberto Nicholas e padre Hiraga Kou sono due prelati appartenenti alla seziona esaminatrice di miracoli del Vaticano. Sono due persone molto istruite e specializzate in diversi settori quali studi letterari e studi chimici. Il loro scopo è quello di girare il mondo per verificare l’effettivo avvenimento di un miracolo. Durante i tre archi narrativi che ci vengono mostrati, formati da 3/4 episodi l’uno, i due preti viaggiano per il mondo confrontandosi più con altri prelati corrotti che con l’effettiva dimostrazione di benevolenza della divinità cristiana. I tre archi sono connessi da una base comune, la causa della corruzione, un certo Julia Borge, prelato anch’egli, che si dimostra appartenente ad un gruppo rivoluzionario non ben precisato.
I tre archi sono ben impostati e catturano sin da subito l’attenzione di chi guarda l’anime, ma soffrono moltissimo quanto più ci si avvicina alla fine in quanto l’autore non sembra avere un’idea molto chiara sulla gestione dei personaggi. A causa di un’ambientazione poco sfruttabile, e in continuo cambiamento, e di una cattiva caratterizzazione dei personaggi è molto complicato apprezzare la trama da libro “giallo” che ci si aspetta da questo titolo. Tutti e tre gli archi si concludono come peggio non potrebbero e non parlo del fatto che non sono miracoli veri, bensì di come vengono risolti dai due protagonisti: tutto troppo velocemente, quasi che le soluzioni agli enigmi investigativi sembrano fornite dall’esterno. Non viene fatto accenno a che fine facciano i colpevoli, mentre Julia semplicemente scompare di volta in volta quasi non sia nemmeno mai esistito.
Tutta l’aspettativa e la curiosità dell’inizio dell’arco o del miracolo da esaminare spariscono a metà strada e vengono rovinate dai finali molto poco ispirati e mal gestiti. Un peccato.

Personaggi

I personaggi principali sono soltanto due: in pratica solo i due preti che esaminano i miracoli presunti. Gli altri che si ripresentano in vari episodi fanno da contorno e aiutano a spiegare un po’ l’ambientazione in cui ci si viene a trovare. I due preti, in verità, non sono esattamente dei preti come siamo abituati a vederli, ma degli specialisti in due campi distinti quali medicina/chimica e letteratura/storia. Queste due diverse visioni degli avvenimenti permette loro di analizzare molti punti di vista dell’eventuale miracolo. Nemmeno l’antagonista viene sfruttato e raccontato più di tanto: Julia è quasi solo una figura antagonistica con il volto di un biondo, pallido, uomo europeo.
Dal punto di vista di chi guarda devo dire che nessuno dei personaggi merita particolari lodi; il modo in cui ci vengono presentati è vago, preferendo una lenta spiegazione spezzettata nei vari episodi, ma sembra molto forzata la scelta sui loro lati negativi o crucci. Il fratellino con poteri sovrannaturali e divini destinato a morte certa causa malattia incurabile o l’aver genitori violenti e divorziati mai più visti da decenni se non morti sono classici cliché di cui si farebbe volentieri a meno. Inoltre, per l’età che hanno, è difficile pensare che possano essere così intelligenti o preparati su una moltitudine così varia di argomenti. Si salva, diciamo, solo padre Hiraga che vediamo effettuare vere e proprie analisi di sostanze perché padre Roberto sembra sapere sempre tutto a memoria.
Poco chiaro risulta anche l’aiuto esterno di De Luca, rinchiuso in una cella all’interno del Vaticano per dei crimini terroristici; improbabile che il Vaticano possa chiederne la sua custodia ai danni dell’Italia o di altri Paesi coinvolti.
Di sicuro e apprezzabile c’è solo una cosa: la corruzione dei prelati è cosa nota a tutti, peccato che, a differenza di quello che crede l’autore, questa non venga affatto contrastata dal Vaticano.

vatican kiseki chousakan - padre julia
Padre Julia

Animazione

Questo è l’unico punto a favore di questa serie. C’è della cura per alcuni particolari riguardanti sia i personaggi principali sia nel trattare chiese e basiliche varie. Il disegno non è dei migliori e capita che le espressioni dei personaggi non siano ben rese nonostante la situazione lo richiederebbe, visto anche i molti morti che si susseguono con tanto di sangue e budella. Diciamo che, alla fin fine, è un prodotto discreto sotto il profilo dell’animazione ed è godibile da vedere. Avrei preferito anche maggiore qualità negli sfondi specialmente quando l’inquadratura va ad allargarsi sull’intera zona del presunto miracolo: fermo restando che questa scelta non mi è chiara del tutto e non ne vedo l’utilità. Inquadrare l’intera zona nel Sud Africa o in Messico come se questa fosse una chiara mappa non ha molto senso. Tanto tutto si svolge in poche zone.
Buona la gestione di effetti speciali presenti in alcuni episodi che danno ad avvenimenti o oggetti la loro giusta importanza.

Sonoro

Le due sigle presenti per la serie sono molto orecchiabili e mi piacciono molto, specialmente quella iniziale che si riascolta volentieri attraverso gli episodi. Per quanto riguarda il doppiaggio dei personaggi siamo su un buon livello e le scelte fatte calzano molto bene sia nelle situazioni concitate che in quelle molto variegate che si presentano nella serie; abbiamo agenti del FBI, giovani studenti, africani, sud americani e altre figure che si mescolano bene senza creare cattive impressioni o sensazioni.

Sigla iniziale :

  • Mysterium dei SCREEN mode

Sigla finale :

  • Gankō Signal (眼光シグナル; Vision Signal) di Nobuhiko Okamoto

Alla fine

Sono dispiaciuto e un po’ deluso per questo anime. Nonostante la premessa non mi avesse messo davanti un titolone da guardare per forza, avevo avuto l’impressione di potermi godere una storia diversa dalle solite e che trattasse di un argomento molto sentito, specialmente negli ultimi anni, un argomento che punta forte il dito contro la mancanza di morale e di coerenza da parte di chi si professa seguace della religione cristiana. Preti, vescovi e altri sono finiti sulle prime pagine di molti giornali a causa di vari scandali, ben ripartiti tra abusi sessuali e corruzione. Se, da una parte, i prelati colpevoli non vengono risparmiati dal giudizio dei due protagonisti, dall’altra li vediamo pagare con la propria vita con mezzi estremi; sintomo che l’autore si è informato il giusto, ma non abbastanza per poter dare un giusto epilogo agli archi narrativi. Archi che subiscono la sua incapacità quasi totale nel gestire questa tipologia di trame, da libro “giallo”, e che rovina tutta la premessa dei primi episodi.
I personaggi non sono gestiti bene, sono saccenti, simil supereroi e nei momenti di debolezza finiscono in cliché tremendi già visti parecchie volte. Non si salva praticamente niente per quanto riguarda trama e personaggi e, per una volta, il formato di 12 episodi non ha nulla a che fare con questi problemi.
L’animazione è accettabile, sebbene alcune scelte siano discutibili, così come tutto il comparto sonoro. Buone le sigle e il doppiaggio e, se vogliamo, anche la lunghezza dei singoli archi narrativi. Malissimo il concetto di antagonista, presente a tratti, come su uno sfondo, come una scusa per i comportamenti ignobili dei prelati in giro per il mondo.
Da solo, l’amore per la capitale italiana e per la religione cristiana, non nasconde le lacune dell’autore o di chi per suo conto ha gestito questa serie.

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