Saiyuki Reload Blast

In Saiyuki Reload Blast finalmente raggiungiamo il Tenjiku, il famoso est della missione. Il bello deve ancora iniziare.

saiyuki reload blast
Artista: Kazuya Minekura – Studio: Platinum Vision
Avventura, Azione, Commedia, Drama, Sovrannaturale
Sito ufficiale

Trama
genjo sanzo
Genjo Sanzo

L’oramai famoso gruppo di Sanzo raggiunge il confine con il Tenjiku, l’EST tanto nominato. La parte difficile della missione inizia ora e non inizia per niente bene.
Nataku, dio della guerra, si è risvegliato, ma non sembra essere cosciente e attacca chiunque faccia parte della razza demoniaca: tra questi ci sono anche Hakkai, Gojyo e Goku.
Inoltre i datori di lavoro di Sanzo, le divinità, decidono che la razza demoniaca deve sparire dalla faccia della terra e comunicano che la missione è stata affidata a Nataku. Sanzo non sembra intenzionato a tornarsene a Choan senza il sutra del suo mentore, rubato decenni prima per riportare in vita Gyuu Maou, pertanto arriva a minacciare i Sanbutsushin di non bloccare la loro golden card, carta di credito, per poter proseguire il viaggio senza ulteriori problemi. Non si sa bene se acconsentiranno, ma il mondo divino sta attraversando un brutto periodo con rivolte e fazioni più o meno forti contro lo status quo.


Personaggi

Se avete visto le precedenti serie saprete già che i personaggi principali sono quattro: l’irascibile Genjo Sanzo, il calmo Cho Hakkai, il pervertito di un kappa Sha Gojyo e la scimmia Son Goku.
I quattro formano un gruppo alquanto particolare e si equilibrano l’un l’altro nonostante non vadano d’accordo quasi su niente. La missione viene prima di tutto e con questa anche una certa coerenza d’intenti e azioni che l’autrice cerca di mantenere salda il più possibile.
Nonostante molti pensino che si tratti di personaggi un po’ troppo bellocci, salvo Goku, a me il disegno non dispiace e permette una certa flessibilità sulle espressioni facciali, cosa non scontata. Trovo gradevole anche la diversità tra un volto e l’altro, demoni inclusi.

Ovviamente, tra questi quattro, spicca molto il personaggio di Genjo Sanzo, unico umano del gruppo che, in un modo o nell’altro, risulta sempre al centro dell’attenzione.
In questa serie vengono aggiunti ulteriori personaggi mentre altri sembrano aver esaurito il loro compito. Finalmente, forse, non avremo più a che fare né con Lirin né con Yaone, mentre Dokugakugi viene ucciso da Nataku. Interessante la presenza di un altro Sanzo, molto difensivo al contrario di Genjo: una donna! Non me lo sarei mai aspettato tra i monaci buddisti la presenza di una donna. Mia ignoranza, probabilmente.
Trovo, infine, piuttosto sconnessa la controparte divina dei protagonisti. Certo, aiuta a capire di più la trama, ma quest’ultimi non hanno il minimo ricordo di quel tempo e non sembra esserci alcuna influenza su ciò che fanno.


Animazione
sha gojyo
Sha Gojyo

Serie nuova, studio nuovo! Di nuovo: finalmente! Le novità sono tante e la principale è che i demoni non scompaiono più una volta uccisi, ma perdono sangue e muoiono come qualunque essere vivente. Ho sempre trovato negativo che sparissero in una esplosione di pixels colorati. Un altro aspetto migliorato è la qualità generale dell’animazione: se i personaggi mantengono il loro aspetto e il disegno dell’artista è rimasto invariato, l’immagine di insieme è migliorata e permette di godere un po’ di più delle scene.
Purtroppo alcune cose sono rimaste invariate. Le ambientazioni, Cina e India, non possono essere così scarne e vuote. La fantasia dell’autrice è poca sotto questo punto di vita e persino i villaggi si limitano a qualche casupola per lo più diroccata. Ci sarà pur qualche centro più grande da poter mostrare di tanto in tanto. Persino il tempio dell’altro Sanzo, nonostante tutti quelli che ci vivano dentro, è reso povero di contenuti. Sarebbe gradito un miglioramento, visto i passi da gigante fatti in questi ultimi anni sulla qualità degli sfondi.


Sonoro

Noi italiani siamo penalizzati sotto il profilo delle voci in quanto la prima serie è doppiata nella nostra lingua e questo distorce tutte le successive, alcune sottotitolate con licenza mentre altre no. Le voci originali non sono meglio di quelle italiane, soprattutto quella di Goku. Trovo, però, che quella originale degli altri personaggi, riesca a rendere meglio i diversi toni usati durante le scene, tra cui l’isteria di Sanzo.
Le sigle sono rock come quasi tutte quelle usate per le altre serie e non c’è niente di meglio visto che si tratta di un anime pieno di azioni violente.

Sigla iniziale :
  • “Move on! Ibaramichi” (move on! イバラミチ) dei GRANRODEO
Sigla finale :
  • “Refrain” (リフレイン) dei Luck Life

Opinione finale su Saiyuki Reload Blast

Il principale problema di questo titolo riguarda le tempistiche di uscita e, l’oramai, solito vizio di dividere le serie in soli dodici episodi. L’autrice non è, purtroppo, nuova a problemi gravi di salute anche se ora, pare, li abbia superati e sia pronta a proseguire con più costanza. Avrei davvero gradito che la parte Reload, composta ora da molti episodi, fosse una serie unica mentre ci ritroviamo con tante piccole parti.
Fortunatamente i personaggi e la trama sono rimasti molto fedeli a quanto visto in precedenza segno che il progetto è comunque completo e deve solo compiersi. La qualità migliorata del comparto grafico migliorano la visione e aumentano la voglia di vedere come va a finire.

La fine, nonostante siamo finalmente nelle terre dell’est, è ancora piuttosto lontana: l’aggiunta di nuovi personaggi e l’abbandono dei comprimari precedenti fanno solo capire che è stato fatto un buon passo in avanti nella giusta direzione. Daltronde gli episodi con Lirin e Yaone sono stati alquanto inutili per la trama. Dal mio punto di vista sono molto curioso di capire da che parte sta l’altro Sanzo, quello al servizio di Gyokumen Koushu, chiamato Ni Jenyi che è recentemente scomparso.
Unica nota dolente riguarda i vari decolté dei personaggi femminili: serve davvero farli così abbondanti e in vista? Non li vedo necessari.
PS: Hanno riempito di botte Kanzeon Bosatsu!! Sacrilegio!

Screenshots

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