Shingeki no Kyojin 3

La terza serie sull’attacco dei giganti ci porta a scoprire alcune verità molto importanti, ma non è finita.

shingeki no kyojin 3
Artista: Hajime Isayama – Studio: Wit Studio
Azione – Drama – Fantasia
Sito ufficiale

Trama – C’era una volta –
Levi Ackerman
Levi Ackerman

Sì, c’era una volta! Perché questa terza serie è incentrata proprio sull’esaudire molti dei nostri desideri a proposito di questo titolo: quello che ha portato allo stato attuale delle cose. Da dove arrivano i giganti e perché sono arrivati soltanto ora; o perché molti sono stati nascosti dentro le mura?
Non essendo l’ultima serie non ci verrà sveltato proprio tutto, ma molte cose saranno finalmente spiegate per permetterci di godere appieno dei fatti che accadono nel presente. Per farlo incontreremo il passato di Levi e scopriremo addirittura chi è la famiglia di Mikasa.
I punti interrogativi nati dalla prima serie vengono quasi tutti fugati mentre ne rimangono altri ugualmente importanti che Erwin ha intenzione di farci sapere al più presto, specie ora che i vecchi al potere sono stati cacciati con un bel colpo di stato in stile militare.

Questa terza serie, sebbene abbia meno combattimenti delle precedenti, ha fatto il suo dovere spiegandoci quello che sta succedendo e mi è piaciuta particolarmente perché non è stata accentrata su Eren, ma su una serie di personaggi che con lui non hanno nemmeno una particolare relazione se non la missione comune di uccidere i giganti.
Ci voleva dopo le prime due serie piene di dubbi e domande.

Trama – Spoiler –

Quando si tirano in ballo gli spoilers si tende a non tenere mai conto di quanto vasto sia il modo che questi possono essere utilizzati; non sono sempre diretti e informali o legati ad una discussione. Spesso si usano per creare attenzione nel consumatore, in questo caso per creare attesa nei confronti della prossima serie.
Da quanto ho potuto apprendere, leggendo per internet, in quest’opera si fa largo uso di spoilers mirati per far sì che chi sta leggendo o guardando possa avere più interesse nel proseguire. Vi ricordate come finisce l’ultimo episodio della prima serie? Il bel faccione di un gigante appare da dentro un buco nel muro protettivo. Bene. (Non molto)
In questa terza serie si ricorre allo stesso stratagemma per attirare l’attenzione sulla prossima, ma, dal mio punto di vista, è stata una bella stupidaggine.

Per prima cosa siamo alla terza serie e non credo ci sia bisogno di “hype” per la prossima. Il titolo è già molto famoso, riceve un sacco di pubblicità prima e durante la messa in onda e chi ha visto la prima non può non voler vedere le altre visto la qualità dell’opera stessa.
Seconda cosa, è stata una scelta pessima quella di svelare quello che potrebbe essere un punto di svolta importantissimo nella trama: Eren contro Levi!
Il faccione nel muro della prima serie non svelava nulla nonostante fosse uno spoiler per la serie successiva, mentre qui ci viene mostrato qualcosa che ci mette in grado di pensare a più di un possibile sviluppo della trama. È probabile che quel Levi contro Eren duri solo qualche secondo e si sgonfi tutto nel giro di qualche scena, ma ha tolto molta della possibile sorpresa.


Personaggi – Sempre di più –

Chi ha letto o sta leggendo i libri di Martin, Trono di spade per gli amici, saprà che in quell’opera ci sono tantissimi personaggi che vivono qualche capitolo e poi possono morire nella maniera più anonima possibile. Qui è esattamente la stessa cosa: vengono aggiunti alla trama diversi personaggi per poterla spiegare nei migliore dei modi, coerentemente, e poi muoiono lasciandoci delle piccole o grandi verità. A differenza di Martin, Isayama, preferisce che quasi tutti muoiano con un po’ di onore quindi dedica loro qualche scena importante.
Ciò che balza subito all’occhio è che il numero di personaggi sta aumentando e si è formato un chiaro nucleo di personaggi chiave attorno a cui ruoterà tutta la trama sino alla fine. Anche se qualcuno, immagino, morirà per strada. Oltre ai nostri tre amigos: Eren, Mikasa e Armin ci sono gli altri facenti parte del plotone agli ordini di Levi. Abbiamo Erwin e i due giganti: quello corazzato e quello senza pelle. Molto interessante.

Personaggi – Alcuni in meno –

Non credo si sia ricorso alla loro rimozione quasi completa dall’opera, ma è evidente che alcuni personaggi sono stati messi da parte in maniera decisa con il proseguire della trama. Su tutti Annie, la gigante bionda che si è rinchiusa in quella protezione trasparente, più dura del diamante. Stando a quello che avevamo visto nella prima serie, a Eren, interessava non poco quella ragazza. Davvero, non ce ne è più bisogno? Inoltre che ne è stato dei giganti dentro le mura? Se non ho capito male, erano vivi e vegeti no?


Animazione
Eren Jaeger
Eren Jaeger

La qualità dell’animazione è stata evidente sin dal primo episodio della prima serie. Figuriamoci se vengono sfruttate quante più tecnologie possibili presenti negli ultimi anni.
La crescita fisica e caratteriale dei personaggi sono rimarcate da sottili scelte stilistiche pregievoli che fanno sì da non creare distacco tra una serie e l’altra. Anche i cambi di ambientazione tra le pianure tedesche (sì siamo in Germania) e le grandi cittadine dentro le mura protettive sono molto apprezzabili e ci permettono di non aver difficoltà nel seguire la trama.
Inquadrare molto più spesso il viso sempre nero di Levi, poi, è la ciliegina sulla torta.
Devo dire di trovare alcune difficoltà nell’apprezzare la scelta stilistica di alcuni giganti. Pazienza per quelli semplici senza un nome né importanza nella trama, ma che sarebbe quel coso enorme senza faccia con la pancia aperta da cima a fondo? Dovrebbe incutere timore? Ansia o ribrezzo? Insomma, si sarebbe potuto fare più brutto se quello era l’intento. Boh, non riesco a dargli un senso. In fondo il gigante corazzato è Brock Lesnar mentre quello senza pelle assomiglia molto ad uno dei manichini anatomici nelle scuole. Abbiamo finito la fantasia, Isayama?


Sonoro

Non è cambiato poi molto rispetto alle altre serie precedenti; c’è molta cura nei particolari e i doppiatori continuano a fare il loro grande lavoro nel dare il giusto piglio alle scene che si svolgono. Un’ottima resa da questo punto di vista.
L’unico neo riguarda la sigla iniziale. Va bene, questa serie è tranquilla sotto il profilo Action dell’opera, ma non la trovo adatta in nessun modo. Non ha proprio senso una sigla lenta come questa. Skippabilissima.

Sigla iniziale :
  • “Red Swan” di YOSHIKI con HYDE
Sigla finale :
  • “Akatsuki no Chinkonka” (Daybreak Requiem) dei Linked Horizon

Questo anime è perfetto!

Seh, in quanto anime non lo sarà mai, per fortuna e purtroppo.
Se da una parte abbiamo una qualità elevata dell’animazione e del sonoro, tralasciando la opening, dall’altra ci siamo un po’ persi la tensione presente nelle altre serie, specie la prima. Senza i giganti senzienti si è tutto limitato ad una sfida politica militare per il potere con cui poi riorganizzare le difese.
Questo taglio meno Action del titolo era pronosticabile e migliora la trama in linea generale, ma non so se sia stata giusta la scelta di dividere il tutto in due serie. Forse sarebbe stato meglio far uscire la terza e la quarta serie assieme, parere mio ovviamente.
Gli unici momenti veramente da “Attacco dei giganti” sono quelli relativi al passaggio di consegne nella famiglia regnante rimasta nascosta sino ad ora. Nemmeno il passato di Levi mi è parso particolarmente meritevole di così tanto spazio. Alla fine il “patrigno” non avrà alcun seguito visto che gli Ackerman della precedente generazione sono estinti. La sorella è morta e Levi non sembra avere alcun potere “di famiglia”. Rimane Mikasa, ma di chi è figlia?

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